Presentazione del volume: "Impronte Secolari" Stampa E-mail
Sabato 20 Marzo 2010 17:00
Sabato scorso (20 marzo 2010) nella Libreria Chiarito (di Monopoli - BA) è stato presentato il libro fotografico “Impronte Secolari – L'urlo dell'Ulivo”.
Soggetto del libro sono gli ulivi, il cui studio è portato avanti dai due fotografi monopolitani, Giancarlo e Josè Carlos Bellantuono, ormai
da anni. Proprio Giancarlo, durante la presentazione, ha parlato di un lungo percorso che è ancora nel suo svolgersi e che ha bisogno di
crescere di visibilità. Ecco perché la stretta collaborazione con Cosimo Damiano Guarini, presente alla serata in rappresentanza
dell'Oleificio Cooperativo di Ostuni e primo a intervenire nel dibattito.
L'incontro tra l'azienda olearia e la fotografia nasce per valorizzare il prodotto, l'olio d'oliva, collegando la qualità all'arte e veicolandole verso le nuove generazioni. Questa osmosi, in realtà, fa parte di un progetto più ampio che vede impegnato l'Oleificio Cooperativo, con la collaborazione del Consorzio Puglia Doc, presieduto da Raffaele De Santis (tra l'altro anch'egli molto interessato alle foto Bellantuono), in una vera e propria campagna di sensibilizzazione atta a far risaltare un prodotto spesso dato per scontato che, invece, è frutto di fatica fisica ed economica.
Meno pratico ma sostanzialmente più alto l'intervento di Giovanni Pistoia, che ha curato l'introduzione della pubblicazione. Il docente di lettere e filosofia ha condotto la platea attraverso miti greci, citazioni latine e riferimenti platonici per spiegare la storia di questi ulivi, considerati in antichità piante sacre. Il suo intervento è stato fondamentale per comprendere a pieno la poeticità intrinseca di queste piante secolari, che i fratelli Bellantuono sono riusciti a catturare nelle loro immagini.
La parola è poi passata a Josè Carlos Bellantuono, che ha voluto sottolineare il contrasto ossimorico presente nell'ulivo, ossia la sua soggettiva oggettività. L'ulivo, infatti, è oggettivamente una forma data dalla natura essendo il frutto dell'intrecciarsi su se stesso secondo la rotazione terrestre. Eppure, la forma degli ulivi, fatto oggettivo, rimanda spesso ad altre immagini a noi note ma diverse, soggettive, per ognuno di noi, tanto da scherzare sul poter utilizzare proprio le foto presenti nel libro (e nelle mostre che il creative design ha portato anche in Brasile) al posto dei test psicologici di Rosenberg in cui si sottopongono al paziente, immagini astratte e gli si chiede cosa vede.
Toccante poi la storia del maggiore dei fratelli, Giancarlo Bellantuono, che ha voluto condividere con il pubblico presente nella Libreria Chiarito, il dolore fisico e interiore che lo portò a trovare (o forse fu trovato) l'immagine dell'urlo di munchiana memoria proprio nella forma di un ulivo, fotografia intitolata “L'urlo dell'Ulivo”. Il fotografo ha parlato dei tanti rifiuti ricevuti per la pubblicazione di questa vera e propria opera d'arte, della diffidenza di numerosi giornalisti ed espositori, del percorso fortemente voluto e fortemente sofferto, dagli autofinanziamenti alla pubblicazione sul “Corriere della sera” grazie all'interessamento del giornalista Nando Stama, a quella sul “Venerdì di Repubblica” (che fu poi la vera consacrazione della fotografia) per approdare infine alla Galleria scientifica del Munch Museum di Oslo.
La serata si è poi conclusa con la degustazione dell'olio portato da Guarini, ad opera del giornalista enogastronomico Eustachio Cazzorla, intervenuto anche per sottolineare i benefici che il frutto di questa secolare pianta ci dona.
Non sono mancate punte polemiche durante la serata: Josè Bellantuono ha sottoposto al pubblico foto dal titolo “L'olocausto” che ritraggono situazioni di degrado in cui i nostri ulivi secolari versano, nonostante sia in vigore una legge per tutelarli.

 

 
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